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L'Abruzzo (o gli Abruzzi) è una regione a statuto ordinario dell'Italia meridionale, con capoluogo L'Aquila, compresa tra il medio Adriatico e l'Appennino centrale: esteso una superficie di 10.831 km², ha una popolazione di 1.302.412 abitanti, ed è diviso in quattro province: L'Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, e 305 comuni.

Confina a nord con le Marche, ad est con il mare Adriatico, ad ovest con il Lazio e a sud con il Molise: si divide principalmente in una parte costiera-collinare sul versante orientale con le spiagge e le colline prospicienti l'Adriatico, e una parte montuosa sul lato occidentale con i Monti della Laga (2.458 m s.l.m), il Gran Sasso d'Italia (2.914 m s.l.m.), la Majella (2.793 m s.l.m.), il Sirente-Velino (2.487 m s.l.m.) e i Monti Marsicani (2.283 m s.l.m.), che costituiscono i principali massicci montuosi della catena appenninica.
Pur potendo essere considerato centrale dal punto di vista geografico, l'Abruzzo è storicamente, culturalmente, economicamente e in gran parte anche linguisticamente legato al Mezzogiorno d'Italia, anche secondo le definizioni adottate da Istat ed Eurostat.
La parola Abruzzo, secondo l'ipotesi più accreditata proposta per la prima volta dallo storico umanista Flavio Biondo nella sua pubblicazione L'Italia Illustrata, deriverebbe da Aprutium come evoluzione popolare di (ad) Praetutium, ovvero la terra dei Pretuzi (lat. Praetutii o Praetuttii), un'antica popolazione italica che viveva nella zona dell'attuale Teramo. Secondo altre ipotesi, il lemma potrebbe derivare anche da abruptus (in latino "ripido", "scosceso" oppure "brusco", "rozzo"), participio perfetto del verbo abrumpere ("strappare", "troncare", "violare i patti").
Dal momento in cui Carlo I d'Angiò nel 1273 col diploma di Alife, divise il Giustizierato d'Abruzzo (voluto da Federico II nel 1233), in due province sopra e sotto il tratto del fiume Pescara, cioè Abruzzo Ulteriore e Abruzzo Citeriore, la regione fu, da allora sino ad oggi, nota anche come "gli Abruzzi".
Lo stemma della regione è stato adottato nel 1976; la forma è quella di uno scudo italico ed il disegno è costituito da tre sbarre oblique, ognuna delle quali raffigura una caratteristica della regione: quella superiore, bianca, simboleggia le montagne innevate, quella mediana, le colline, mentre l'ultima richiama il colore del mare.

Il territorio abruzzese è prevalentemente montuoso (65%) e collinare (34%); la pianura (1%) è costituita soltanto da una stretta fascia costiera lungo il litorale, lunga 131 km. La regione si divide naturalmente in due macro aree, separate dalle catene montuose della Majella e del Gran Sasso: la zona interna, che ricalca la provincia aquilana, è formata dalle sub regioni dell'Alto Sangro, la Marsica, la Conca aquilana, la Conca Peligna, la Valle dell'Aterno e la Valle Roveto, strette fra le vette dei diversi monti dell'Appennino abruzzese, mentre la zona costiera, con le restanti tre province di Pescara, Chieti e Teramo, è composta prevalentemente da una estesa fascia collinare, su cui si allargano le principali vallate della Val Pescara, la Val di Sangro e la Valle del Tordino, e dalla stretta pianura costiera, intensamente urbanizzata in particolare nel centro-nord della regione.

Clima
Il clima abruzzese è fortemente condizionato dalla presenza del Massiccio montuoso Appenninico-Centrale, che divide nettamente il clima della fascia costiera e delle colline sub-appenniniche da quello delle fasce montane interne più elevate: mentre le zone costiere presentano un clima di tipo mediterraneo con estati calde e secche ed inverni miti e piovosi, la fascia collinare presenta caratteristiche climatiche di tipo sublitoraneo con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano invece con la quota (come nel caso di Pescara, che a circa 10 m s.l.m. ha temperature medie di circa 15 °C e piogge annuali intorno ai 700 mm, e Chieti, che, posta su un colle a 330 m s.l.m., pur presentando temperature medie simili, registra precipitazioni molto più copiose, con valori annui di circa 1000 mm).
Anche le precipitazioni difatti risentono fortemente della presenza delle dorsali montuose appenniniche della regione: aumentano con la quota risultando più abbondanti nel settore e sui versanti esposti ad occidente, decrescendo invece verso est e sui versanti esposti ad oriente. Spesso le coste adriatiche rimangono in ombra pluviometrica da ovest per l'effetto di sbarramento dell'Appennino subendo l'azione dei venti miti da esso discendenti (libeccio o garbino).
In inverno le precipitazioni sono per lo più nevose dalle quote medio-basse in su e occasionalmente fin sulle coste in occasione di eventi freddo-umidi (episodi di 'burian' e 'rodanate').

All'interno delle diverse aree protette, disseminate non solo sulla dorsale appenninica, ma anche sulle colline dell'entroterra e lungo i 130 km di costa, è custodito oltre il 75% delle specie animali e vegetali del continente europeo.

In Abruzzo vi sono tre parchi nazionali, un parco regionale e 38 aree protette tra oasi, riserve regionali e riserve statali. In totale il 36,3% del territorio regionale è sottoposto a tutela ambientale. Nel territorio dimora il 75% delle specie animali presenti in Europa ed è patria di alcune specie rare come l'aquila reale, il lupo abruzzese il camoscio d'Abruzzo e l'orso marsicano. In proposito si può parlare di un vero e proprio sistema protezionistico di interesse europeo, infatti il complesso sistema di aree protette abruzzese prosegue a nord con il parco nazionale dei monti Sibillini nell'appennino umbro-marchigiano.

Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi nazionali e uno regionale:
  • Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
  • Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Parco nazionale della Majella
  • Parco naturale regionale Sirente-Velino

La struttura delle aree protette comprende in Abruzzo, oltre i parchi nazionali e quello regionale, fra le 38 riserve statali, riserve regionali, Oasi e parchi territoriali attrezzati gestisce diversi biotopi di interesse scientifico, i quali nonostante di dimensioni territoriali a volte ridotte, presentano aspetti di notevole interesse scientifico e naturalistico e completano il sistema delle aree protette della regione. Le riserve tutelano complessivamente l'1% del territorio regionale e sono gestite dai comuni, che nella maggior parte dei casi si avvalgono di comitati allargati ad altri enti e associazioni in grado di avviare progetti di rilevazione e studio delle specie floristiche e faunistiche. Alcune riserve regionali si sono dotate di organi di gestione che prevedono oltre al rispetto delle norme di tutela, strumenti di pianificazione e programmi di valorizzazione dell'area protetta. Il sistema costituisce uno strumento di pianificazione ambientale, un laboratorio permanente di ricerca scientifica in cui sono stati realizzati importanti progetti faunistici dell'Appennino, con il ripristino dell'ecosistema e il reintegro di specie da tempo scomparse. Sul versante settentrionale del Gran Sasso si trova il ghiacciaio Calderone, il più meridionale del continente.
Aree marine protette
Istituita nel 2010, l'area marina protetta Torre del Cerrano è l'unica area marina protetta della regione; essa si estende per circa 37 km quadrati e tutela un tratto di mare unico in Abruzzo, trattandosi di uno dei pochi arenili dove è sopravvissuto un ambiente dunale pressoché intatto; a poche decine di metri dalla costa sono presenti i resti sommersi di notevole interesse archeologico e naturalistico dell'antico porto di Atri.
Con la legge 93 del 23 marzo 2001 è stata prevista la realizzazione di un parco nazionale fra i comuni di Ortona e Vasto, noto come Parco della costa teatina. Nonostante la perimetrazione provvisoria del parco operata dal commissario ad acta Giuseppe De Dominicis, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 4 agosto 2014, la consulta ne ha bloccato la legge regionale di istituzione, in quanto trattandosi di un'area marina tale competenza spetta allo Stato.
Flora
La vegetazione abruzzese è caratterizzata dalla presenza di differenti ecosistemi mediterranei; nella costa e nelle zone limitrofe è notevole la presenza di querce, roverelle e carpini orientali, oltre alla presenza localizzata di piante classiche della macchia mediterranea come il mirto, l'erica e il lentisco; nella fascia collinare crescono anche il rovere, l'olivo, il pino, il salice, il leccio, il pioppo, l'ontano, il corbezzolo, la ginestra, la robinia, il rosmarino, il biancospino, la liquirizia e il mandorlo. Tra i 600 e i 1.000 metri di quota si estende la vegetazione submontana, caratterizzata principalmente da boschi misti di cerro, roverella, tiglio, acero e carpino; tra gli arbusti molto diffusi la rosa canina e il ginepro rosso.
A quote più alte, tra i 1000 e i 1900 metri d'altezza, è largamente diffuso il faggio,e talvolta l'abete bianco,con rimboschimenti di pino nero, mentre sulle aree appenniniche di alta quota superiori ai 2000 metri sono presenti specie come l'orchidea alpina, il ginepro montano, il pino mugo, il mirtillo nero e la stella alpina.
Fauna
La fauna abruzzese è molto varia; l'animale simbolo della regione è il camoscio d'Abruzzo, che dopo essere stato a rischio estinzione è al centro di progetti di ripopolamento; anche l'orso bruno marsicano è un animale tipico della regione, assieme a lupo appenninico, cervo, lince, capriolo, arvicola delle nevi, volpe, istrice, gatto selvatico, cinghiale, tasso, vipera e lontra. Diversi anche gli anfibi presenti in regione: l'ululone appenninico, il geotritone italiano, la salamandra pezzata, la rana, il rospo, il tritone e la raganella italiana; inoltre è originaria della regione la razza canina del pastore maremmano-abruzzese. Fra le numerose specie di volatili, le più caratteristiche della regione sono l'aquila reale, il nibbio, il falco pellegrino, il fratino, il lanario, il grifone, il gufo, l'allocco, il picchio e il fringuello.

Dal secondo dopoguerra a oggi.

La Costituzione italiana del 1948 contemplava l'istituzione della regione Abruzzi e Molise, ma la riforma del 1963 stabilì il distacco del Molise dall'Abruzzo, ed entrambe le regioni divennero poi effettivamente operative a partire dal 1970.
Gli anni della ricostruzione videro un accentuarsi del fenomeno migratorio interno abruzzese: sempre più abitanti dell'entroterra si spostavano verso la costa abruzzese, anche a causa delle diverse congiunture economiche che vivevano i due territori. In particolare iniziava l'accrescimento urbano di Pescara, che diventò dopo il conflitto la città più grande della regione. Nel 1956 una grave frana colpì il centro storico di Vasto, con il crollo di un intero storico rione. L'emigrazione della popolazione abruzzese non era però solo interna, infatti riprese con forte intensità l'emigrazione verso altri paesi europei. La costruzione di diversi insediamenti ed aree industriali nella Val di Sangro, la Val Pescara, la Marsica, l'aquilano ed il vastese negli anni 70 aiutò la regione a risollevarsi economicamente e ad affrancarsi dalla tradizionale economia agricolo-pastorale che fino ad allora fu sempre il principale sostentamento degli abruzzesi. In quegli anni si rimediò anche allo storico isolamento geografico, con la realizzazione delle due grandi arterie autostradali A24 Roma-Teramo e A25 Torano-Pescara che collegano i capoluoghi abruzzesi con la capitale. Dalla fine degli anni '80 nel centro della regione va sempre più saldandosi e strutturandosi una vasta area metropolitana, incentrata su Pescara e Chieti.
Il 6 aprile 2009 un nuovo grave terremoto colpì l'Abruzzo interno, con epicentro all'Aquila. L'evento sismico provocò oltre 300 vittime ed ingenti i danni in tutta la Conca aquilana e zone circostanti. Nel 2012 sono cominciati ufficialmente i lavori di ricostruzione delle zone colpite. Nel 2016 e 2017 l'Abruzzo viene nuovamente colpito dagli eventi sismici del Centro Italia del 2016 e del 2017, con numerosi danni in molti paesi della provincia di Teramo.

L'offerta turistica abruzzese, la cui economia rappresenta circa il 13% del PIL regionale, è sostanzialmente divisa in due distinte categorie, seguendo le caratteristiche e le vocazioni dei vari territori: il turismo invernale è molto sviluppato nell'entroterra regionale, con numerosi impianti di risalita, fra cui le note stazioni sciistiche di Roccaraso ed Ovindoli; i diversi i parchi naturali (tra i quali spiccano il parco nazionale d'Abruzzo e il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) assieme ad altre aree protette della regione garantiscono inoltre un indotto turistico durante le stagioni estive; la zona costiera invece, più attrezzata per il turismo di massa, fin dal 1800 si propone come méta di turismo balneare. La presenza di città storiche (L'Aquila, Chieti, Sulmona, Teramo), di numerosi piccoli borghi medievali, in molti casi quasi del tutto spopolati, ed abbazie, eremi, castelli antichi e monasteri, genera ulteriori visite di carattere storico-culturale religioso in tutta la regione.

Nonostante le alte potenzialità turistiche e gli incoraggianti dati di crescita continua delle presenze in regione, e malgrado gli sforzi più o meno efficaci dei vari enti locali e della regione di migliorare la comunicazione e la promozione turistica del territorio, l'Abruzzo resta una delle regioni meno visitate d'Italia; il clima di incertezza causato dalla pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia ha tuttavia riportato molti turisti italiani in regione, percepita al riparo dai grandi e tradizionali flussi turistici, rendendo la stagione estiva del 2020, in particolare per le aree interne, una delle stagioni turistiche di maggior successo della storia recente.

L'Abruzzo, per la particolare conformazione dei suoi territori, scenografie naturali, è stato spesso luogo di riprese per molti film, fra i quali "...continuavano a chiamarlo Trinità", "Parenti serpenti"," Amici miei - Atto IIº", "The American", "Il nome della rosa", "Ladyhawke" e diverse altre produzioni.

Hanno raggiunto notorietà nel mondo cinematografico:
Anton Giulio Majano, Tonino Valerii, Guido Celano, Mario Orfini, Luciano Odorisio, Carmine Amoroso, Maccio Capatonda, Davide Cavuti; gli attori Guido Celano, Carlo Delle Piane, Maria Pia Casilio, Lino Guanciale, Sara Serraiocco, Maccio Capatonda, Gabriele Cirilli, Federica Di Martino, Rocco Siffredi, Milly Carlucci, Ivo Garrani; i doppiatori Roberto Pedicini, Christian Iansante, Marco Papa; gli sceneggiatori Ennio Flaiano, Ettore Maria Margadonna, Carmine Amoroso; i compositori Alessandro Cicognini, Ettore Montanaro, Bruno Zambrini, Davide Cavuti, Germano Mazzocchetti.
Nel 2017 è stata istituita la Film commission d’Abruzzo con lo scopo di sviluppare l’industria cinematografica, televisiva e audiovisiva in regione e di valorizzare e pubblicizzare il territorio proponendolo come set cinematografico e televisivo.

Nonostante i numerosi terremoti, la regione conserva numerosi luoghi di valore storico e artistico, con diversi centri medievali e rinascimentali integralmente conservati. L'isolamento di alcune aree di montagna, come la piana di Campo Imperatore o la Conca Peligna, lontane dalle principali vie di comunicazione o di interesse militare, ha determinato infatti la conservazione spesso pressoché completa di molti borghi come Scanno, Santo Stefano di Sessanio, Navelli, Pacentro e Anversa degli Abruzzi.

Oltre alle città maggiori, sono numerosi i borghi e paesi abruzzesi con un rilevante patrimonio artistico, come Sulmona, Tagliacozzo, Atri, Giulianova, Campli, Civitella del Tronto, Scanno, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Vasto e Penne.
Fra i numerosi castelli e fortezze della regione, i meglio conservati sono la Fortezza di Civitella del Tronto del XVII secolo, il Castello Aragonese di Ortona del XV secolo, il Castello di Roccascalegna del XI secolo e il Forte spagnolo dell'Aquila del XVI secolo.
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